Per combattere la muffa è utile conoscere la gramigna

se hai o hai avuto un prato, certamente ti sarai trovato e combattere con questa erba infestante estremamente difficile da debellare.

la gramigna resiste a tutto, puoi usare qualunque erbicida, privarla dell’acqua per mesi, anche bruciarla, ma non otterrai il risultato desiderato; non te ne liberi.

la gramigna ha un segreto che la rende molto più resistente rispetto alle altre infestanti: le sue radici.

sono profonde, si propagano a macchia d’olio e sono molto strutturate, ampie, estese.

in buona sostanza, ciò che si vede è solo una piccola parte della sua reale presenza.

se usi un coltello per strapparla e reciderne le radici, lasci inevitabilmente dei residui che poi daranno origine ad una nuova produzione.

se usi un diserbante chimico, tendi ad agire solo localmente, trascurando la distensione reale della pianta che da un ciuffetto superficiale può invece essere estesa per metri e metri nel sottosuolo.

un (vero) esperto di giardinaggio, sa bene che per avere la meglio, hai solo due soluzioni:

1. diserbare tutto, accertandoti di raggiungere fino all’ultimo rizoma nascosto della pianta, oppure
2. estirpare la pianta, asportare quante più radici possibili, seminare erba di prato, e annaffiarla e concimarla periodicamente, e quando le radici rimanenti della gramigna daranno origine a nuove pianti, estirparle e seminare nuova erba, “rubando” via via nuovo terreno alla malerba.

il giardiniere improvvisato o impreparato ti prometterà, invece, di fare un diserbo selettivo o totale, piantare l’erba da prato e avere così un risultato definitivo, salvo che poi l’anno successivo ti ritrovi con la gramigna che colonizza il tuo prato.

in questo, la malerba è molto, molto simile alla muffa.

anche quest’ultima, infatti, ha la capacità di:

– mettere radici profonde e diffuse (fino a 100 metri lineari per ogni centimetro quadrato di muffa)
– resistere all’attacco degli agenti chimici (il cloro viene inattivato molto facilmente anche solo dallo sporco organico presente sulle pareti, i sali non riescono a raggiungere le radici, così come l’ozono o altri trattamenti che non arrivano in profondità)
– proliferare anche in condizioni estreme (al di sotto di una pittura murale o di un pannello di rivestimento, in totale scarsità di umidità, ecc.)

e, come per la battaglia contro la gramigna, anche nel caso della muffa, le soluzioni sono due:

1. uccidere muffa, radici e spore e risolvere il problema strutturale che la origina (ponte termico, risalita, infiltrazione, eccesso di umidità interna, ecc.)
2. uccidere muffa, radici e spore e ripetere il trattamento ogni qualvolta la muffa torni a proliferare

non ci sono altre soluzioni!

“dai un fondo antimuffa e una pittura antimuffa” non è una soluzione, è un’illusione.

“dai una serie di fondi antimuffa e una pittura termica” non è una soluzione, è un’illusione.

“usa il cloro e pratica due buchi sulle pareti in modo che possa passare l’aria” non è una soluzione, è un’illusione.

e potremmo continuare a lungo.

tutte queste sono illusioni per diverse ragioni:

1. la prima è che nessuno dei prodotti “antimuffa” in commercio può uccidere muffa, spore e ife
2. coprire la parte invisibile della muffa con qualsivoglia pittura comporterà un aggravarsi del problema di fronte ad una soddisfazione estetica iniziale (in quanti si ritrovano anno dopo anno, dopo varie tinteggiature a vedere la muffa raggiungere nuove zone della casa?); la muffa continuerà a crescere e colonizzare nuove aree dell’abitazione, totalmente indisturbata
3. rimuovere muffe, spore e ife (posto che si riesca a farlo) dalle pareti e non farlo dalle altre superfici nelle quali le spore si nascondono, come i mobili o le fughe cementizie, significa dare un calcio al barattolo, rimandare il problema ancora una volta

che fare, dunque?

la prima azione, fondamentale, è uccidere la muffa, con le sue spore e le sue ife.

solo Atum può eseguire questa azione, e tra l’altro lo fa in modo totalmente atossico e inodore.

Atum uccide la muffa in superficie, poi raggiunge le sue radici e le sue spore e fa piazza pulita.

utilizzandolo su tutte le superfici porose, perché le spore gravitano nell’aria, colonizzando tutti i materiali sui quali si posano, potrai ripartire da zero, e salvare oltre alle pareti, i mobili, i vestiti, le coperte e i materassi che altrimenti sarebbero da buttare.

successivamente, hai due opportunità:

1. risolvere il problema strutturale che causa la formazione di muffe; e chiariamoci, questo non significa “usa questa pittura perché è sempre andata bene e ha risolto tanti problemi”, perché ogni formazione è a sé, ogni situazione ha le proprie peculiarità e per capire come uscirne puoi parlare con noi (tramite chat nel sito, mail, telefono, come preferisci) o con uno dei nostri partner certificati che sono stati preparati da noi per poterti assistere
2. adottare una strategia di intervento periodico: dopo la prima applicazione estesa e diffusa di Atum, puoi nebulizzare periodicamente Dedalo (il secondo dei prodotti Atum) sulle pareti che solitamente manifestano il problema, giocando in difesa e adottando una vera strategia di lotta integrata attiva contro le muffe

A questo indirizzo puoi trovare un semplice questionario che ci permette di capire qualcosa in più del tuo problema di muffe e poterti aiutare:

https://www.atumitalia.it/cosa-e/come-eliminare-la-muffa/

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