La muffa che sopravvive ai prodotti chimici e alla pittura

Monica presentava un problema di muffa in alcuni specifici punti della sua abitazione.

Una muffa nera persistente che aveva colonizzato aree di:

  • Cucina
  • Bagno
  • Camera da letto

Era stato utilizzato, nel tentativo di rimuoverla, l’ipoclorito di sodio (la candeggina) che non ha sortito alcun effetto, se non quello, appunto, di candeggiare le muffe e in un secondo momento consumare la pittura colorata.

Monica vedeva la muffa crescere sulla parete della cucina, con proliferazioni che partivano dall’angolo in basso e si estendevano fino al soffitto (Fig. 1 e 2).

Fig. 1 e 2: le muffe che si estendono dal battiscopa fino al soffitto

Non viene riportata la presenza di condensa sui doppi vetri, dato che Monica ha la buona e corretta abitudine di arieggiare la cucina per far uscire il vapore acqueo che si forma.

In bagno colonie di muffa sono presenti sulla parte inferiore del davanzale, sotto il quale è posizionato il termosifone.

Le fughe delle piastrelle presenti sono completamente rivestite di muffa (Fig.3) e Monica riporta la presenza anche attorno agli infissi.

 

 

 

 

Fig. 3: muffa che riempie le linee di fuga delle piastrelle

La camera da letto è stata colpita in un angolo in basso, a ridosso del pavimento dove è presente un pilastro portante in cemento armato.

Le pareti sono perimetrali (Fig.4).

 

 

 

 

Fig. 4: muffa sulla parte bassa di una parete a ridosso di un pilastro in cemento armato non coibentato

COSA LE ERA STATO SUGGERITO DI FARE

Seguendo il suggerimento di un artigiano imbianchino, Monica ha utilizzato un apposito prodotto antimuffa professionale e successivamente le pareti sono state ritinteggiate con una pittura colorata, senza che il problema venisse risolto.

Dalle immagini si può notare sulle pareti la presenza di muffe nere, localizzate in precisi punti.
Risultano essere più concentrate in prossimità degli angoli (sia gli angoli in alto, sia quelli in basso).

Queste colonie permettono di comprendere un aspetto importante delle muffe:
in quei punti c’è stata la presenza di acqua per almeno 48-72 ore continuative, che ha permesso alle spore delle muffe di germinare e far crescere le colonie.

Non ci sono infiltrazioni di acqua e non ci sono state rotture di tubazioni.

Pertanto, da dove proviene l’acqua?

E’ l’umidità relativa delle stanze (in particolar modo della cucina) che ha raggiunto il 100% di valore, trasformandosi in gocce d’acqua.

Sui vetri della cucina Monica non notava condensa perché arieggiava, ma non era sufficiente per eliminare tutta l’umidità.

Inoltre, quelle zone soffrono di ponti termici: la dispersione del calore attraverso quei punti permette all’umidità di raggiungere facilmente il cosiddetto punto di rugiada.

Ecco che, nonostante le finestre venissero aperte, la muffa ha potuto crescere e le sue spore germinare non appena le condizioni ideali sono perdurate per 48 ore consecutive.

Iniziata la crescita della colonia, basta un’umidità relativa superiore al 65% perché essa si autoalimenti.

Un altro aspetto non valutato riguarda la pittura: quelle colorate diventano nutrimento per le muffe se il pigmento è ti pico organico.

E’ sempre meglio preferire quello di natura minerale, inorganico.

Come ti aspetti potranno diventare le tue pareti durante la prossima stagione invernale?
Vorresti anche tu vedere le muffe morte e incapaci di tornare a vivere nuovamente sulle tue pareti?

In bagno:

  • l’umidità eccessiva
  • il ponte termico
  • la presenza di condensa su mattonelle e linee di fuga
  • il non corretto isolamento termico delle pareti

concorrono tutti a far proliferare le muffe su quei punti della stanza.

E’ necessario proteggere quelle superfici dai repentini sbalzi termici e fare in modo che le linee di fuga siano pulite, sanificate e in grado di “difendersi” nel tempo dalle possibili muffe che volessero ricomparire.

Polvere, pulviscolo, sporco si aggregano con l’acqua della condensa e creano un substrato (un fondo) perfetto per qualsiasi muffa – e anche per batteri e acari della polvere.

COME MONICA HA AGITO CORRETTAMENTE CONTRO LE MUFFE

Il corretto agire contro queste muffe ha previsto la sanificazione delle pareti colpite dalle muffe; la sanificazione di tutte le linee di fuga di piastrelle-mattonelle presenti nelle stanze – sia con muffa, sia senza muffa; la sanificazione delle superfici non murarie presenti all’interno delle stanze (mobili, profili, infissi, ripiani, etc..)

La ritinteggiatura, al momento in cui scriviamo, è in fase di valutazione data la presenza di colore sulle pareti.

Monica ha eseguito la sanificazione nel mese di Febbraio 2018.

Fino ad oggi le muffe non hanno dato alcun segno di vita nè di ripresa.

Le tue pareti possono smettere di essere piene di muffa.
Agisci in profondità uccidendo le radici e distruggi le spore, la Lotta Integrata alla Muffa ti permette di farlo, senza tossicità e senza cattivi odori.

L’attività è stata eseguita seguendo le due fasi applicative con i prodotti della lotta integrata Atum e ha portato all’uccisione profonda delle muffe, fino alle radici, eliminando tutte le spore che avevano contaminato le stanze (Fig 5-6-7).

La lotta integrata alla muffa si contraddistingue da qualsiasi altro prodotto perchè distrugge le muffe e le spore.

Tutti gli altri a base di cloro sbiancano – candeggiano – le pareti così da togliere il nero delle muffe, lasciandole però vive e vitali e pronte a tornare in brevissimo tempo.

Monica Mozzato (VE)

 

 

 

 

 

 


Fig. 5-6-7: le pareti a distanza di 6 mesi, successivamente alla sanificazione con i prodotti Atum

Leave a Comment:

All fields with “*” are required

Leave a Comment:

All fields with “*” are required

Privacy Policy